string(14) "sidebar attiva"
Attualità
6 Giugno 2025
5 Minuti di lettura

Anc: Stati generali, la categoria è di tutti, non di chi si autocelebra su un palco monocromatico

Scarica il pdf

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa dell’Associazione nazionale commercialisti Anc, sul programma degli Stati generali previsti per il 10 giugno.

Roma, 4 giugno 2025

Il programma degli Stati Generali della professione, previsti per il 10 giugno, è chiaro: niente inclusione, niente pluralismo. Solo un monologo autoreferenziale, costruito per celebrare sé stessi. Tra i relatori, nessuna collega, nessuna consigliera coinvolta, nessuna voce femminile.

E per rimediare? Un videomessaggio della Presidente del Consiglio e la chiamata, all’ultimo momento, di alcune esponenti politiche per i saluti istituzionali. Donne che meritano profondo rispetto, ma che vengono chiamate a coprire un’assenza che resta: quella del coinvolgimento reale, strutturale, vero della categoria.

Quindi il panel dei lavori è rimasto invariato. Il classico caso in cui il rimedio è peggiore del male: così facendo, il nostro Consiglio Nazionale trasmette un messaggio chiaro: agli uomini il compito di affrontare i temi “seri”, alle donne quello di rimediare, con la loro presenza, a un’impostazione che le ha escluse fin dall’inizio.

È un vecchio trucco da comunicatori navigati: usare un simbolo per sviare dal merito.

La verità è semplice: la questione di genere non è stata sfiorata, è stata proprio ignorata. Nessuna rappresentanza delle tante donne che ogni giorno portano avanti la professione nei territori.

Nessuna traccia di quella “cultura dell’equità” evocata a ogni convegno, ma mai praticata.

La stessa logica la ritroviamo nella bozza di riforma del D.Lgs. 139/2005, dove l’obbligo di rappresentanza femminile nelle liste elettorali scende dal terzo ai due quinti. Un arretramento netto, una cancellazione silenziosa di anni di progresso.

E mentre il disagio cresce, qualcuno tenta la carta del “programma provvisorio”. A sei giorni dall’evento, una spiegazione che regge quanto un castello di carte sotto il vento.

Il punto però è un altro, ed è evidente: sul palco ci sarà un solo volto, sempre lo stesso. Ogni tavola rotonda, ogni intervento, ogni spazio è costruito attorno a lui.

Niente confronto, niente collegialità.

Nessuna presenza richiesta e nessuno spazio d’intervento concesso alle Casse di Previdenza, alle Associazioni Sindacali, alle Fondazioni, agli Ordini Territoriali, agli Iscritti.

Solo un’unica voce, amplificata senza contraddittorio.

Questo non è un momento per la categoria. È uno spettacolo sulla categoria, messo in scena da chi ne ha preso possesso.

Chi oggi pone queste domande lo fa per rispetto verso la professione, non per visibilità. E chi risponde con sarcasmo o frasi fatte, invece che con contenuti, dimostra solo di non voler rispondere. E forse nemmeno di poterlo fare.

ANC Comunicazione

Articoli correlati
30 Gennaio 2026
Imposte per l’acquisto di una casa che non sia la prima

...

30 Gennaio 2026
Partita IVA non attiva: può fatturare?

...

30 Gennaio 2026
Auto a uso promiscuo e fringe benefit: il chiarimento dell’Agenzia

...

Affidati ad un professionista
Richiedi una consulenza con un nostro esperto