Si arricchiscono le indicazioni operative destinate alle imprese che aderiscono, o intendono aderire, al regime di adempimento collaborativo. Le novità sono il risultato del lavoro congiunto svolto dal tavolo tecnico tra Agenzia delle Entrate e Organismo Italiano di Contabilità (OIC). Istituito per garantire coerenza tra profili fiscali e contabili.
Con un provvedimento emanato nel gennaio 2026, viene approvato un aggiornamento delle linee guida sulla gestione del rischio fiscale. La quale integra e completa le istruzioni già diffuse nel corso del 2025.
Le principali novità introdotte dalle nuove istruzioni
L’aggiornamento delle linee guida si concentra su due ambiti di particolare complessità, frequentemente rilevanti per i grandi gruppi e per le imprese strutturate:
- la retrodatazione delle business combination under common control, nell’ambito dell’applicazione dei principi contabili internazionali IFRS;
- il trattamento contabile e fiscale dei piani di stock option e stock grant, per i soggetti che adottano i principi contabili nazionali.
Le nuove indicazioni forniscono chiarimenti utili per la mappatura dei rischi fiscali e per la loro corretta gestione preventiva all’interno del Tax Control Framework (TCF).
A chi si rivolgono le nuove linee guida
Le istruzioni aggiornate sono destinate alle imprese che partecipano o intendono accedere al regime di adempimento collaborativo. Uno strumento che consente di instaurare un dialogo preventivo e strutturato con l’Agenzia delle Entrate.
Attraverso questo modello, i contribuenti possono affrontare in anticipo le questioni fiscali più complesse o caratterizzate da incertezza interpretativa. Riducendo il rischio di contenzioso e rafforzando la compliance fiscale.
Un quadro normativo adempimento collaborativo
Il provvedimento si inserisce in un contesto normativo profondamente rinnovato dalla riforma fiscale avviata nel 2023. In particolare, vengono richiamati:
- la legge delega per la riforma fiscale;
- il decreto legislativo n. 221/2023;
- il decreto correttivo n. 108/2024.
Questi interventi hanno ampliato la platea dei soggetti potenzialmente eleggibili al regime e rafforzato gli strumenti di presidio del rischio fiscale. Introducendo l’obbligo di certificazione del sistema di controllo, comprensivo della verifica di conformità ai principi contabili adottati.
Il percorso di standardizzazione delle istruzioni operative
Per accompagnare le imprese verso un modello di tax compliance sempre più strutturato e omogeneo. L’Agenzia delle Entrate ha avviato un percorso progressivo di pubblicazione di linee guida settoriali e tematiche.
In particolare:
- il provvedimento del 10 gennaio 2025 ha definito il tax compliance model e le prime mappe dei rischi per il settore industriale;
- il provvedimento del 7 agosto 2025 ha esteso l’analisi al settore assicurativo;
- il nuovo intervento del 2026 amplia ulteriormente il quadro di riferimento operativo.
Il ruolo del tavolo tecnico Agenzia delle Entrate – OIC
Il documento ricorda che nel 2024 è stato istituito un tavolo tecnico congiunto tra Agenzia delle Entrate e OIC. Con l’obiettivo di assicurare aggiornamenti continui, coerenti e tecnicamente qualificati sulle tematiche contabili rilevanti ai fini fiscali.
Il tavolo ha il compito di elaborare schede tecniche sui rischi fiscali connessi ai principi contabili, che vengono progressivamente allegate alle linee guida generali.
In tale ambito:
- l’OIC è responsabile dei profili contabili;
- l’Agenzia delle Entrate cura gli aspetti fiscali.
Già nell’agosto 2025 erano state pubblicate tre schede dedicate a fattispecie complesse. Come i commodity swap e i prestiti obbligazionari convertibili, a cui si aggiungono ora le due nuove istruzioni approvate nel 2026.
Verso un Tax Control Framework più solido e certificabile
Le nuove schede contribuiscono a rafforzare il corpus di istruzioni a supporto delle imprese. Facilitando la progettazione di un sistema efficace di identificazione, misurazione, gestione e controllo del rischio fiscale.
Il provvedimento chiarisce inoltre che le linee guida potranno essere aggiornate periodicamente, con l’inserimento di ulteriori casistiche contabili di rilevanza fiscale. Confermando l’evoluzione del Tax Control Framework verso un modello sempre più strutturato, trasparente e certificabile.