Le immobilizzazioni materiali Le immobilizzazioni materiali Definizione delle stesse ed enunciazione dei principi contabili per la loro rilevazione valutazione e rappresentazione in bilancio | C. Classificazione

C.I) La classificazione dei valori delle immobilizzazioni materiali nel bilancio di esercizio deve rispondere all’esigenza di comprensibilità, che è uno dei postulati del bilancio stesso in precedenza richiamati.

C.II) Nello stato patrimoniale i valori delle immobilizzazioni materiali si iscrivono tra le immobilizzazioni (classe B, sottoclasse II) e vanno tenuti distinti dalle altre sottoclassi di valori che concorrono a formare tale classe. Nell’ambito poi delle immobilizzazioni materiali devono essere esposte separatamente le voci componenti. La sottoclasse delle immobilizzazioni materiali generalmente comprende le seguenti voci:

1) Terreni e fabbricati (Voce B.II.1)

– Terreni (quali pertinenze fondiarie degli stabilimenti, fondi e terreni agricoli, moli, ormeggi e banchine, terreni e pertinenze riferite ad autostrade in esercizio, cave, terreni estrattivi e minerari [1], sorgenti);

– Fabbricati civili (quali immobili destinati ad uso di abitazione civile o ad uso alberghiero turistico, termale, sportivo, balneare, terapeutico; comprendono, inoltre, i collegi, le colonie, gli asili nido, le scuole materne e gli edifici atti allo svolgimento di altre attività accessorie);

– Fabbricati industriali (quali fabbricati e stabilimenti con destinazione industriale, opere idrauliche fisse, silos, piazzali e recinzioni, autorimesse, officine, oleodotti, opere di urbanizzazione, fabbricati ad uso amministrativo, commerciale, uffici, negozi, esposizioni, magazzini ed altre opere murarie);

– Costruzioni leggere (quali tettoie, baracche, costruzioni precarie e simili).

2) Impianti e macchinario (Voce B.II.2)

– Impianti generici (quali impianti di produzione e distribuzione energia, officine di manutenzione, raccordi e materiale rotabile, mezzi per traino e sollevamento, centrali di conversione, parco motori, pompe, impianti di trasporto interno, servizi vapore, riscaldamento e condizionamento, impianti di allarme);

– Impianti specifici;

– Altri impianti (quali forni e loro pertinenze);

– Macchinario automatico e macchinario non automatico.

3) Attrezzature industriali e commerciali (Voce B.II.3)

– Attrezzature (quali di officina, attrezzi di laboratorio, equipaggiamenti e ricambi, attrezzatura commerciale e di mensa);

– Attrezzatura varia, legata al processo produttivo o commerciale dell’impresa, completante la capacità funzionale di impianti e macchinario, distinguendosi anche per un più rapido ciclo d’usura; comprende convenzionalmente gli utensili.

4) Altri beni (Voce B.II.4)

– Mobili (quali mobili, arredi e dotazioni di ufficio, mobili e dotazioni di laboratorio, d’officina, di magazzino e di reparto, mobili e dotazioni per mense, servizi sanitari ed assistenziali);

– Macchine d’ufficio (quali macchine ordinarie di ufficio, elettromeccaniche ed elettroniche, comprese le apparecchiature dei Centri Elaborazione Dati e i sistemi telefonici elettronici);

– Automezzi (quali autovetture, autocarri, altri automezzi, motoveicoli e simili, mezzi di trasporto interni);

– Migliorie a beni di terzi [2];

– Imballaggi da riutilizzare;

– Beni gratuitamente devolvibili.

5) Immobilizzazioni in corso e acconti (Voce B.II.5)

– Immobilizzazioni materiali in corso di realizzazione;

– Anticipi a fornitori per l’acquisizione di immobilizzazioni materiali.

I terreni possono essere esposti insieme ai fabbricati con la dizione terreni e fabbricati. Sono possibili altre descrizioni più rappresentative delle immobilizzazioni dell’impresa.

Dalla predetta classificazione si desume che le immobilizzazioni materiali includono sia i valori delle immobilizzazioni che alla data di bilancio concorrono alla formazione del reddito, sia le costruzioni in corso e gli anticipi a fornitori per l’acquisizione di tali beni.

C.III) I fondi ammortamento nello stato patrimoniale si iscrivono in detrazione di ogni singola voce dell’immobilizzazione cui si riferiscono, ovvero, come alternativa meno praticabile e in ogni caso nei bilanci redatti in forma abbreviata ai sensi dell’art. 2435 bis CC, in detrazione dei valori originari elencandoli in colonne distinte tra valore lordo, ammortamento accumulato e valore netto.

Nel conto economico vanno indicati nell’apposita voce dei costi della produzione (10.b) gli ammortamenti ritenuti civilisticamente corretti che concorrono a determinare il risultato operativo della gestione.

C.IV) Gli utili e le perdite [3] derivanti da alienazioni di cespiti vanno esposti nel conto economico in base a quanto disposto nel Documento n. 12 Composizione e schemi del bilancio di esercizio di imprese mercantili, industriali e di servizi.

Sommario Principi contabili

Fonte: Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti