bonus ristrutturazione seconda casa

Bonus ristrutturazione seconda casa

Il bonus ristrutturazione seconda casa consiste nell’opportunità di portare in detrazione i lavori di ristrutturazione eseguiti su un immobile, recuperando così fino al 50% delle spese sostenute. Seppure in passato fosse abbastanza chiaro che l’agevolazione sulle ristrutturazioni riguardasse l’abitazione principale, alcuni dubbi sono sorti in relazione alla seconda casa. Dubbi, ormai, definitivamente fugati visto che il Governo ha confermato l’applicazione del bonus anche per le seconde case, con l’obiettivo di rilanciare il settore edilizio. Cerchiamo di capire meglio in cosa consiste questo bonus ristrutturazione seconda casa, come va richiesto e chi può usufruirne.

Bonus ristrutturazione seconda casa: in cosa consiste e a quanto ammonta

Questo bonus fiscale consiste nella possibilità di portare in detrazione una percentuale delle spese effettivamente sostenute e documentate per lavori di ristrutturazione eseguiti su immobili che non corrispondono a prima casa. Prima di vedere a quanto ammontano le detrazioni è importante ricordare che in relazione a questi lavori, l’Agenzia delle Entrate ha specificato che sono detraibili solo le spese di straordinaria amministrazione e non quelle di ordinaria amministrazione. Possono quindi essere detratte, per esempio, le spese sostenute per il rifacimento dell’intero bagno comprensivo di tubature, ma non quelle per la sostituzione del box doccia, così come non sono detraibili le spese per la tinteggiatura delle pareti o per la sostituzione delle piastrelle. Questi ultimi interventi, infatti, rientrano nell’ambito della manutenzione ordinaria. Le percentuali di detrazione fiscale riconosciute sull’Irpef lorda sono due:

- il 50% per le spese di ristrutturazione sostenute nel corso del 2020 per un limite di spesa di 96mila euro;

- il 36% per le spese di ristrutturazione sostenute nel corso del 2021 per un limite massimo di spesa di 48mila euro.

In entrambi i casi, il bonus ristrutturazione per la seconda casa riguarda la singola unità immobiliare. Ciò significa che se si possiede più di una seconda casa da ristrutturare si potrà beneficiare della detrazione per ciascuna di esse. Meglio ricordare, inoltre, che tra le condizioni poste dalle legge rientra anche il fatto che gli interventi di ristrutturazione devono riguardare solo edifici già censiti al catasto o di cui si attende il censimento e deve trattarsi di immobili residenziali di tutte le categorie catastali con relative pertinenze o stabili residenziali (condomini), anche nelle parti comuni. La detrazione, rispettivamente del 50 e 36%, viene spalmata in 10 rate annuali di pari importo.

Come ottenere il bonus ristrutturazione seconda casa

Per ottenere il bonus ristrutturazione seconda casa il contribuente deve avere già sostenuto tutte le spese attraverso un bonifico ordinario oppure un bonifico parlante (ossia che fornisce informazioni molto precise non solo sul contribuente ma anche sulla ditta edile che ha effettuato i lavori di ristrutturazione). Inoltre, entro 90 giorni da quando i lavori sono stati ultimati o l’impianto è stato collaudato va data comunicazione per via telematica all’Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile (ENEA). Tale comunicazione è obbligatoria solo per determinati tipi di lavori e specificatamente quelli che comportano un risparmio energetico o un utilizzo delle fonti rinnovabili di energia. Tuttavia, la comunicazione tardiva non fa perdere il diritto alla detrazione. L’importante è che venga data, anche dopo la scadenza dei 90 giorni.

Chi può beneficiare del bonus ristrutturazione della seconda casa

Tra i beneficiari del bonus rientrano il proprietario, il nudo proprietario, i titolari di un qualsiasi diritto di godimento (uso, usufrutto, abitazione, superficie), comodatari o locatari, soci di cooperative o di società semplici e imprenditori individuali. Tra i documenti bisogna presentare all’Agenzia delle Entrate in caso di successivo controllo, non possono mancare la domanda di accatastamento, le ricevute di pagamento dell’Imu e la dichiarazione di consenso per i lavori.