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Erogazioni liberali in favore di associazioni musicali: i limiti di applicazione di detrazione e deduzione fiscali

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Un nuovo quesito è stato posto all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate tramite richiesta di consulenza giuridica. Il quesito riguarda un’associazione culturale senza scopo di lucro che opera, in particolare, per sostenere l’attività musicale nei teatri.

L’associazione istante raccoglie dei fondi attraverso erogazioni liberali di persone fisiche, persone giuridiche ed enti. Questi fondi vengono utilizzati, in piccola parte, per remunerare i musicisti che intervengono negli spettacoli organizzati dall’associazione medesima e, per la parte restante, più consistente, sono destinati ad un altro ente che svolge attività musicale ed utilizza tali somme ricevute seguendo le indicazioni vincolanti dell’associazione istante.

Il quesito posto all’attenzione dell’Agenzia delle Entrate riguarda la possibilità per coloro che effettuano le erogazioni liberali suddette di beneficiare della detrazione fiscale prevista dalla legge.

L’Agenzia delle Entrate, nella Risoluzione n. 59 del 12 maggio 2017, ha ricordato la disposizione vigente in materia secondo la quale beneficiano della detrazione del 19 % le erogazioni liberali in denaro, per importo non superiore al 2 % del reddito complessivo dichiarato, in favore di enti ed istituzioni pubbliche, fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento di strutture già esistenti e per la produzione nei vari settori dello spettacolo.

L’Agenzia delle Entrate, inoltre, con riferimento al caso specifico, ha evidenziato che l’associazione istante svolge sia un’attività diretta di organizzazione di eventi musicali, nell’ambito dei quali i musicisti che intervengono vengono direttamente retribuiti dall’associazione stessa con parte delle erogazioni liberali ricevute, sia un’attività indiretta tramite l’erogazione di parte dei fondi raccolti ad un diverso ente che svolge esclusivamente attività musicale e segue le indicazioni dell’associazione istante nell’utilizzo delle somme ricevute.

L’Agenzia delle Entrate ha riconosciuto che non deve ritenersi che operi l’esclusione dell’applicazione della detrazione nel caso in cui la produzione degli spettacoli sia attuata attraverso il diverso ente. L’associazione istante dovrà comunque verificare l’effettivo utilizzo da parte dell’ente delle erogazioni ricevute, in quanto trova anche applicazione la disposizione secondo la quale le erogazioni non utilizzate per le finalità suddette dal percipiente entro 2 anni dalla data di ricevimento affluiranno nella loro totalità nelle casse dello Stato.

Per i soggetti Ires che effettuano le erogazioni, può trovare applicazione, inoltre, la deduzione delle erogazioni liberali in denaro, per importi non superiori al 2 % del reddito d’impresa dichiarato, in favore di enti ed istituzioni pubbliche, fondazioni ed associazioni legalmente riconosciute che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo, per la realizzazione di nuove strutture, per il restauro ed il potenziamento di strutture esistenti, per la produzione nei vari settori dello spettacolo. Valgono le medesime limitazioni sopra indicate per il beneficio della detrazione.

L’Agenzia delle Entrate, infine, ha precisato che l’associazione istante non potrà a sua volta, con riferimento alle erogazioni trasferite all’altro ente che svolge attività musicale, usufruire dell’art bonus o della detrazione fiscale prevista per le erogazioni liberali sopra esaminata. Non è, infatti, consentito il fenomeno delle erogazioni a catena attraverso molteplici passaggi di denaro tra enti diversi.

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